puma lappeddi
Prodotti tipici siciliani

Puma lappeddi, le mele profumate di San Pier Niceto

Puma lappeddi, così vengono chiamate in dialetto le mele speciali caratteristiche di San Pier Niceto, nel messinese. Continua a leggere…

Puma lappeddi, o mele lappedde, un frutto dalle caratteristiche uniche.
Una delle produzioni più importanti di San Pier Niceto, insieme a quella dei “pomodori a scocca, o ruccalori” e alla produzione casearia.
Il comune, che si trova nella Valle del Niceto, ancora oggi come in passato, trae la sua forza dalle risorse agricole e pastorali.

Questa particolare varietà di mele, sebbene in passato molto richiesta, specialmente dai mercati di Messina, negli ultimi anni stava scomparendo.
Con l’abbandono progressivo delle campagne e lo spostamento di molti giovani, per studio o lavoro, nei centri abitati vicini, anche le mele lappedde rischiavano di andare perdute.
Oggi fortunatamente si sta risvegliando l’interesse verso questo prodotto, tant’è vero che sono state portate al Salone del Gusto, anche se restano pochi i produttori.

Storia e caratteristiche delle “puma lappeddi

Due delle peculiarità che contraddistinguono le mele lappelle si evincono da una canzone scritta dal sampietrese Peppino Sgrò nel 1950, dal titolo “io nascii ‘nta Samperi”. Una frase recita: è lu paisi di li puma chi su ianchi comu la schiuma, di l’uduri fannu ‘namurari li furisteri chi virrannu…

Proprio l’odore a quanto pare faceva davvero innamorare coloro che assaggiavano questo frutto. Quando da San Pier Niceto, in tempi ormai lontani, i carretti partivano carichi di mele e si dirigevano verso i mercati di Messina, lasciavano per strada un profumo irresistibile.

Le famiglie che vivevano in città, e che potevano permettersi di acquistarle, desideravano le mele lappelle non solo per gustarle ma per profumare gli ambienti di casa.

Vediamo quindi come si presentano le mele.

Il colore della loro buccia varia a seconda del grado di maturazione. Quando sono acerbe prevale un colore bianco-verdognolo, mentre man mano che maturano si avvicinano più al giallo-verdognolo.

La polpa interna è invece molto soda e bianca, con la caratteristica che si ossida molto velocemente appena tagliata.
Con la maturazione avviene molto di più. La buccia diventa sempre più oleosa, una qualità percepibile anche al tatto, e sprigiona un odore fortissimo. Il gusto è molto dolce e piacevole.
L’altra grande caratteristica di queste mele è la loro lunga conservazione. Fin dal passato era abitudine tenerle nei catoj, anche per diversi mesi.
La raccolta infatti avviene a partire dai primi giorni di settembre, ma le mele possono essere consumate fino a primavera, se ben tenute.

I frutti non raggiungono mai dimensioni considerevoli. Hanno una forma tondeggiante e leggermente schiacciata. Alcuni sono di medie dimensioni, la maggior parte di piccole dimensioni.

Come si consumano

Oltre ad essere mangiate come delle comunissime mele, proprio quelle più piccole si prestano a diventare deliziosi dolcetti.
Erano il dolce dei nostri nonni. Basta cuocerle in forno per farle diventare ancora più piccole, dolci e morbide. Dei bocconcini dal profumo irresistibile.
Le mele si lavano, una ad una, con accuratezza perchè la buccia non va tolta. Si dispongono su una teglia e si lasciano cuocere per circa un’ora.
L’ideale sarebbe cuocerle nel forno a legna ma va bene anche un comune forno elettrico o a gas. L’importante è non tenere alta la fiamma per non farle bruciare. La bassa temperatura, costante, farà sì che le mele buttino via un po’ del loro succo zuccherino che lentamente si caramellerà regalando anche alla buccia un aspetto delizioso.
Nulla vieta di mangiarle bollite e spolverizzate di cannella oppure di utilizzarle come ripieno per torte e crostate.

Puma lappeddi pronte per essere infornate

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